L’umiltà e la fede nel socialismo di Olindo Vernocchi

Olindo Vernocchi

La storia del movimento socialista è ricca di uomini che hanno avuto fede negli ideali e che hanno mantenuto un legame intenso e forte con i lavoratori. Olindo Vernocchi fu sicuramente uno dei dirigenti socialisti più importanti e leggendari di questo modo di essere.

Nacque in una famiglia borghese a Forlimpopoli nel 1888 ed il padre fu un medico condotto. Olindo, però, non seguì la carriera del padre e si iscrisse a Bologna in Legge dove giovanissimo si impegnò politicamente maturando l’ispirazione socialista.

Fu un ottimo oratore e si attivò nell’ambito della propaganda politica conquistando ben presto popolarità, stima e apprezzamento. Divenne a 22 anni consigliere comunale nella città natale e partecipò al congresso nazionale del PSI che si tenne ad Ancona. Fu in prima linea negli scioperi della cosiddetta “settimana rossa” e,poi, assunse la direzione de “La Lotta di classe” giornale grintoso e combattivo dei socialisti del forlivese.

Quando iniziò la Grande Guerra fu inviato a prestare servizio in Sicilia. Venne destinato ad Agrigento, presso l’ufficio di maggiorità del X reggimento fanteria. Qui collaborò con prudenza e attenzione con gli attivisti del PSI, lavorando insieme ad essi, per costruire una forte organizzazione alla locale sezione del partito e alla Camera del lavoro e al tempo stesso contrastare la presenza dei socialriformisti del PSRI che in quella realtà ebbero un buon seguito. 

Nel 1919, dopo il congedo, tornò a Roma e lavorò nella redazione dell’Avanti! e al tempo stesso nella organizzazione del partito. All’interno del PSI, dove lo scontro tra le correnti divenne duro e aspro con scissioni che ne indeboliremo l’azione politica. Vernocchi si schierò con gli unitari, e nel congresso di Livorno del  gennaio 1921 da cui nacque il PCd’I e poi in quello di Roma dell’ottobre 1922, da cui nacque invece il PSU, fu tra coloro che non rinunziarono ai caratteri storici del socialismo italiano. Fu comunque tra i dirigenti che per opporsi all’avvento del fascismo e per evitare la sconfitta delle forze di progresso proposero la necessità che la sinistra costituisse un fronte unico.

In occasione delle elezioni del 1924 reputò necessario la presentazione di una lista in cui convergevano tutti gli oppositori del fascismo che facesse concorrenza alla “lista nazionale” promossa dai fascisti.

Non fu ascoltato e fu nominato direttore dell’Avanti! con Nenni e Momigliano, dalle cui pagine sostenne la linea di dura e incomprimibile resistenza al nascente regime, denunziando violenze e crimini. Nell’aprile del ’25 Tito Oro Nobili si dimise da segretario del partito e Vernocchi gli subentrò, per cui in questo ruolo difese l’identità ideale del partito nel rapporto con i comunisti e i socialdemocratici.

Quando nel 1926 entrarono in vigore le leggi speciali che sciolsero i partiti antifascisti, i dirigenti più attivi vennero arrestati oppure sottoposti alla vigilanza della polizia. Olindo Vernocchi si impiegò alle dipendenze della compagnia di assicurazione Phoenix e successivamente de La Fondiaria, e ,comunque, visse sempre sotto stretta vigilanza e, tuttavia, mantenne vivi i rapporti con tutti gli oppositori del regime.

Il 22 luglio del 1942 partecipò con Lizzadri, Romita, Canevari alla riunione nella quale si decise la rifondazione del Partito socialista e sviluppò contatti con i vecchi compagni delle varie regioni per far diffondere, tramite i gruppi socialisti, la stampa clandestina.

Dopo l’arresto di Mussolini (25 luglio del ’43) e dopo la firma dell’armistizio (9 settembre) iniziò la Resistenza armata contro i nazifascisti. Vernocchi fu attivissimo sul piano organizzativo e politico e venne inserito nella Direzione nazionale del partito proprio per articolare l’organizzazione socialista nella nazione.

Il 2 giugno del 1946 venne eletto alla Camera nel Collegio Unico Nazionale, mentre nel gennaio del ’47, sempre su posizioni unitarie, si battè contro la scissione socialdemocratica, da cui nacque il PSLI  che indebolì il ruolo del Partito Socialista.

Fu nominato presidente del consiglio di amministrazione dell’Istituto Luce e lo trasformò promuovendone la nuova produzione che fu rinnovata ad un’informazione dei principali avvenimenti del momento. Fu sempre legato al partito, del quale seguiva con l’umiltà e la fede che lo contraddistinse sempre. Olindo Vernocchi prese parte al congresso tenuto a Roma nel gennaio del ’48 che fu il suo ultimo incontro politico. Due mesi dopo morì. Ai funerali partecipò una folla strabocchevole di compagni e lavoratori e lo salutarono tra gli altri Nenni, Basso, Lizzadri e Pieraccini.

Potrebbe Piacerti Anche

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com