Quel cambio euro-dollaro che preoccupa la Lagarde

E’ da giorni che la Lagarde passa notti insonni; e a preoccupare la presidente della BCE è quel cambio euro dollaro che continua ad aumentare.

L’inflazione della zona euro è diventata negativa il mese scorso per la prima volta da maggio 2016, aumentando le possibilità che la Banca centrale europea debba iniettare ancora più stimoli per generare una crescita dei prezzi che ha superato il suo obiettivo da oltre sette anni.

Negli ultimi cinque mesi la quotazione più monitorata del mercato valutario ha guadagnato ampio terreno mettendo a segno progressioni di oltre il 10% e riportandosi addirittura sopra 1,20$.

I prezzi dell’energia sono diminuiti del 7,8% su base annua ad agosto, dopo un calo dell’8,4% a luglio. Anche i prezzi dei beni non industriali sono diminuiti dello 0,1% dopo un aumento dell’1,6% a luglio.

Poiché le restrizioni del coronavirus hanno spinto l’economia della zona euro in caduta libera quest’anno, la BCE ha agito rapidamente, acquistando importi record di debito per mantenere bassi i costi del prestito e prestando alle banche più di 1 trilione di euro a tassi di interesse negativi.

Ma a spiegare meglio l’intera faccenda è intervenuto lo chief economist della BCE Philip Lane: “Il cambio euro dollaro è importante”, ha tuonato Lane ieri nel pomeriggio, affievolendo la corsa della coppia: “Se ci sono forze che muovono il tasso di cambio euro dollaro, allora ciò alimenta le nostre previsioni globali ed europee il che a sua volta sostenta la nostra impostazione di politica monetaria”, ha aggiunto.

Ma anche con questo stimolo in atto, Philip Lane ha recentemente avvertito che l’autocompiacimento rischia di radicare la bassa inflazione e ridurre le aspettative di crescita dei prezzi, rendendo ancora più difficile per la BCE mantenere il suo obiettivo.

Alcuni economisti hanno interpretato le sue parole come un suggerimento che la BCE si stia preparando a espandere ulteriormente gli stimoli. Ma altri hanno notato che fattori temporanei e una tantum avevano alterato le letture dell’inflazione durante l’estate e che è probabile un rimbalzo meccanico in seguito.

Nello scenario “post apocalittico” il quadro si rivela più complesso del previsto, caratterizzato dal crollo dell’inflazione e da una ripresa economica che non s’ha da fare.

Il problema dell’aumento dell’Euro non è di certo una preoccupazione di poco conto, soprattutto per noi italiani che abbiamo visto una riduzione di quasi due miliardi di euro per quanto riguarda l’esportazione, solo, negli States: Gen-Mag 2019 (18.243,4 mln. €) Gen-Mag 2020 (16.811,61 mln. €)

L’euro è una moneta ampiamente dipendente dall’export, ma in generale una valuta forte tende a rendere meno competitive le stesse esportazioni e a deprimere la crescita dei prezzi (rendendo le importazioni più economiche).

Come ricordato da Bloomberg, in passato il rapido apprezzamento della moneta unica è stato guardato con sospetto dall’ex presidente della BCE Mario Draghi che ha spesso espresso preoccupazione sul possibile, conseguente indebolimento dell’economia.

Bisognerà vedere adesso come si comporterà Christine Lagarde, che nella riunione del prossimo 10 settembre fornirà un aggiornamento delle sue previsioni. Anche in quel caso il cambio euro dollaro sarà il sorvegliato speciale del meeting.

“Quando hai un euro più forte e le attese del mercato sono per una continua salita dello stesso, allora le previsioni di inflazione vengono eventualmente riviste al ribasso,” ha dichiarato Carsten Brzeski, economista di ING Germania, secondo cui la palla passerà allora alla BCE che dovrà decidere se e come agire.

Quel che è certo, però, è che d’ora in poi per la BCE anche l’andamento del cambio euro dollaro rappresenterà un elemento da monitorare con crescente attenzione rispetto al passato.

Anche se, non c’é da preoccuparsi; il valore del dollaro è diminuito anche per il fatto che la Federal Reserve abbia messo sul piatto molti più liquidi della BCE per far fronte all’emergenza covid-19, assistendo così ad un aumento di dollari rispetto agli euro che hanno messo in evidenza uno scompenso che ha generato questo gap, oggetto di monitoraggio, nel cambio euro-dollaro.

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