Enzo Mattina, il sindacalista socialista che denunciò la questione morale

Enzo Mattina ha svolto prevalentemente l’attività di dirigente della Uil ed è stato anche parlamentare europeo e nazionale.

Nativo di Buonabitacolo, piccolo Comune di in provincia di Salerno, nel 1940, oggi ha compiuto da poco 80 anni e merita per la sua onestà intellettuale di essere menzionato. Si laureò a 24 anni in giurisprudenza nell’Università di Napoli e sin dal 1963 assunse diversi e importanti incarichi di dirigente nel sindacato dei metalmeccanici, divenendo segretario nazionale della Federazione lavoratori metalmeccanici (FLM) e segretario confederale della Unione Italiana del Lavoro (UIL).

Dismise i ruoli sindacali quando fu eletto alle elezioni europee del 1984, poi riconfermato nel 1989, per le liste del PSI. Ricoprì la carica di vicepresidente del gruppo parlamentare “Gruppo Socialista” e fu nominato e coinvolto in Commissioni importanti quali: quella per i problemi economici e monetari e la politica industriale, della Delegazione che si occupò delle relazioni con il Giappone, poi della Commissione per la politica regionale e l’assetto territoriale, della Commissione per la protezione dell’ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori, della Delegazione per le relazioni con i paesi del Magreb.

Fu eletto in quel periodo anche sindaco della sua cittadina di comune di Buonabitacolo. Dopo divenne anche parlamentare nazionale per una legislatura. Un’intensa attività politica e di amministratore, quindi, che culminò sul piano della notorietà pubblica nella sua denuncia eclatante e lungimirante sulla questione morale all’interno del PSI in un riunione dell’Assemblea Nazionale il 15 Luglio 1987 quando si rivolse al Segretario del Partito Bettino Craxi e dichiarò: “Caro Bettino, se non vogliamo soltanto fare delle parole, dobbiamo affrontare la questione morale prima di tutto dentro il nostro partito”. Poi affermò: “Diamo un’occhiata alle denunce dei redditi di molti nostri compagni, parlamentari e dirigenti. Con i redditi che vengono dichiarati, al massimo si mantiene una buona casa di livello medio-basso. Invece che cosa vediamo? Vediamo molti quadri del partito con case lussuose, magari pacchiane, ma lussuose. Con yacht da centinaia di milioni. Con ville al mare, ville in montagna, ville in collina. Con apparati personali costosissimi. Che cosa dobbiamo concludere? Che siamo tutti ereditieri? Che abbiamo sposato tutti mogli ricche? Ma è possibile che tutte le ragazze ricche sposino dirigenti di partito?” Una denuncia che provocò clamore e sconcerto ma Enzo Mattina non fu, certamente, l’unico socialista a segnalare il malcostume morale dentro il Partito e nell’intero sistema politico.

Successivamente quando lo sfascio morale del sistema politico italiano si compì in modo esteso con l’esplosione di “Tangentopoli” nel 1993 ,fu un altro suo grande amico dagli anni sindacali nella Uil, Giorgio Benvenuto nel 1993, eletto segretario del Psi dopo le dimissioni di Bettino Craxi, a coinvolgerlo nel tentativo di rinnovare il partito e gli propose di assumere l’incarico di capo della nuova segreteria politica perché furono ambedue profondamente convinti che il tentativo del salvataggio del più antico partito politico italiano fosse impresa difficilissima ma possibile.

Purtroppo dopo appena cento giorni Giorgio Benvenuto si dimise e l’intero progetto fallì. Dopo la scomparsa del Psi  fondò “ Rinascita Socialista”, che si sciolse poi nella Federazione Laburista (1995) e condivise questa esperienza politica con l’amico Valdo Spini che fu anche lui molto sensibile al tema dell’etica politica.

Poi nel 2008 ha aderito al ricostituito Partito Socialista. Ancora oggi è impegnato in organismi sociali come Presidente di Quanta Spa e Presidente di Ebitemp che è ente bilaterale per il lavoro temporaneo.

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