La Ministra dell’Istruzione parla alla camera: “Il rischio zero non esiste, per provare a ridurlo test anche agli alunni”

Mercoledì 9 settembre alle ore 10, la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, riferisce in Aula sulle modalità di ripresa dell’anno scolastico il 14 settembre.

L’annuncio a sorpresa di test sierologici a campione a tutti gli studenti, i concorsi da ottobre per gli insegnanti e la promessa di archiviare la stagione dei tagli. Al Senato, è stato il giorno dell’informativa della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha affrontato i temi più caldi in vista della riapertura delle scuole prevista, nella maggioranza dei casi, per il 14.

“La scuola è un pilastro della nostra società. Proprio per questo alla scuola dobbiamo un grande rispetto. E, nel nome della scuola, occorrono, pur nel normale confronto dialettico che deve esserci sempre in una società sana e democratica, più collaborazione, più proposte e meno scontro politico. Approfittare della scuola per fare mera propaganda, ancor più in periodi delicati come questo, significa non agire nell’interesse delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”.

“Quel che non meritano le nostre ragazze e i nostri ragazzi, il personale della scuola, le famiglie è assistere a polemiche sterili che si consumano sulla loro pelle. Non meritano di ascoltare slogan e frasi ad effetto che puntano alla pancia dell’elettorato, ma non lasciano poi nulla di concreto sul tavolo, nessuna vera proposta, nessuna iniziativa reale. Mi auguro che la grande lezione di lavoro costante, sacrificio e resilienza offerta dal sistema nazionale di istruzione e formazione in queste settimane che, unito, ha lavorato per la ripresa, possa davvero orientare il dibattito in modo diverso”.

E ancora: “Anche in questi giorni abbiamo letto racconti ingiusti a carico della scuola. Riferimenti a docenti che non vogliono sottoporsi al test sierologico, che non vogliono svolgere i percorsi di integrazione e recupero degli apprendimenti, che vogliono dichiararsi in massa lavoratori fragili per non tornare in aula. Come ho avuto modo di dire anche ieri in Senato, sulla scuola si fanno troppe semplificazioni e narrazioni al ribasso che, in casi come questi, rischiano persino di danneggiare un’intera categoria, quella dei docenti, che tanto ha dato e continua a dare alle nuove generazioni. Come ho spiegato nella lettera inviata al personale scolastico, difenderò sempre il lavoro di chi opera nella scuola, perché ne conosco le responsabilità e le difficoltà. Respingerò sempre con forza le insinuazioni che mirano a gettare discredito sulle istituzioni scolastiche e su chi ci lavora”. 

Poi: “L’interruzione della socialità scolastica e delle lezioni in presenza ha posto con chiarezza al centro del dibattito nazionale l’importanza della scuola. Secondo un recente sondaggio, di scuola, in questi mesi, si è parlato nel Paese, ogni 26 secondi. Ora che tutti abbiamo ancor più presente la centralità di questa Istituzione abbiamo il dovere di continuare ad occuparcene con cura. Non è con il 14 di settembre che si esaurisce il nostro impegno, anzi. Abbiamo di fronte la sfida delle risorse europee. Il settore dell’Istruzione merita attenzione e strategie che guardino ai prossimi dieci anni e non solo all’immediata contingenza. Dobbiamo programmare, pianificare. Cosa che è mancata a questo Paese per troppo tempo, con regole e continui cambiamenti che si sono stratificati mortificando la scuola fra tagli, pastoie burocratiche, malfunzionamenti cronici, mancanza di una visione”.

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