Una classe politica da cartoon

Sono molteplici i paragoni fatti tra la fantasia e la realtà, alle volte la sottile differenza tra le due è che in quest’ultima i problemi e i disastri non si cancellano con una semplice gomma. Per alcuni il mio paragone potrà sembrare esagerato, stupido o insensato ma se si guardano in fondo le righe si potrà notare la tremenda somiglianza tra la nostra classe politica e i cartoon.

Nel primo paragone vorrei portare alla luce Joe Quimby, sindaco di Spriengfield (Simpson); in un episodio dei Simpson andato in onda oltre vent’anni fa il sindaco Quimby viene spinto dalla cittadinanza a istituire un costosissimo e inutile servizio di sicurezza per difendere Springfield dall’“invasione” degli orsi. Ma i costi del servizio anti orso si vanno ad incrementare sulle tasse che diventano spropositate e il povero sindaco, in vista delle elezioni, martoriato costantemente da una folla inferocita, scarica la responsabilità dell’aumento delle imposte sugli immigrati clandestini, tanto che nella puntata esce una donna sempliciotta che, non capendo il gioco politico, grida: “C’è qualcuno che pensi ai bambini?!” questo stratagemma è servito al sindaco per sviare l’attenzione da problemi ben più gravi.

Vi ricorda qualche personaggio della nostra politica il facinoroso Joe Quimby?

Non so dirvi il perché ma queste qualità mi ricordano tantissimo il prode Matteo Salvini che per sviare l’attenzione: dagli sprechi, dalla corruzione, dall’evasione, dai vari rapporti clientelari e dalle maxi frodi, quel furbacchione, se la prende con l’immigrato che, in Italia come in Europa, non ha neanche il libero arbitrio di scegliersi i rappresentanti e i propri diritti.

Nel secondo esempio, invece, il personaggio fantasy che prendiamo in esame è Lois Griffin, moglie di Peter, che per vocazione e per cambiare le cose in città si candida a sindaco di Quohag. All’inizio la poverina si rende conto che rispondere a tutte le domande di giornalisti e opinionisti in maniera dettagliata non le fa conquistare il consenso sperato, a causa della noia, così, il cane Brian le consiglia di dare risposte semplici e concise. E alla domanda successiva: “Signora Griffin cosa intende fare per sconfiggere il crimine nella nostra città?”, lei, inizia a rispondere: “Molto, perché è quello che vuole Gesù!” e infine aggiunge “l’undici settembre è stato terribile!” mettendo nel calderone una serie di paure e tormenti della gente che trovano il loro exploit quando inizia ad intimorire la gente, con lo scopo di riscuotere le tasse, dicendo: “E che facciamo con i terroristi? I servizi segreti lasciano intendere che Hitler stia progettando insieme alla legione del male l’assassinio del povero Gesù!”.

Sicuramente la loro è una estremizzazione essendo una parodia, ma, mettendo sotto la lente di ingrandimento questo personaggio, potrei azzardare dicendo che mi ricorda tantissimo Giorgia Meloni, colei che usa le paure e i timori più inconsci della gente utilizzando talvolta toni forti dando epiteti ai limiti della correttezza quali: delinquente, lestofante, criminale ecc…

I due soggetti presi in esame sono diventati col tempo esperti del plagio e della mistificazione che gli permettono, grazie anche ai mezzi di comunicazione dei padroni, di illudere la gente a loro piacimento parlando di complotti ed eresie che danno frutto ad ignoranza e stupidità, non facendo capire che il reale complotto e quello da loro ordito che gli permetterà un giorno, che dio ce ne salvi, di portarli al potere tramite menzogne e mezzucci solo per una mira personale e per far prosperare come al solito chi li ha finanziati.

Le loro strategie politiche, ad un occhio vigile, vengono subito messe in evidenza, come viene alla luce: l’esclusione sociale, l’ignoranza e l’odio viscerale che stimolano nei confronti di chi la pensa diversamente da loro.

Sicuramente millantano tanta libertà e tanto altruismo, ma, guardando con cura, ci accorgiamo che sono promotori dell’esatto contrario. La loro strategia è vecchia e sfrutta la poca lucidità dell’elettore che, incazzato come non mai, butta il proprio voto nel pozzo dei desideri sperando che quanto detto dai due soggetti del centro destra sia frutto della realtà, non volendo o non riuscendo a capire che le loro strategie sono così semplici e conosciute da essere argomento centrale di un cartone satirico.

Però ehi, siamo in Italia, si mangia bene e si beve bene; scordiamoci del passato! E se una persona come la signora Angela Chianello, dall’alto della sua affermazione ignorante “Non ce n’è coviddi!”, è diventata una persona che fa tendenza, perché il nostro Matteo Salvini, in una società che premia l’ignoranza e la stupidità, non può diventare premier?

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