Bielorussia: dichiarazione dell’Unione europea sull’escalation di violenze e intimidazioni contro i membri del Consiglio

L’Unione europea deplora il disprezzo sempre più aperto per lo Stato di diritto in Bielorussia, in particolare l’escalation della violenza e l’esilio forzato dei membri del Consiglio di coordinamento, in violazione delle leggi nazionali della Bielorussia e dei suoi obblighi internazionali.

Tutti i membri del Presidium del Consiglio di coordinamento, ad eccezione del premio Nobel Sviatlana Alexievich, sono stati arrestati o costretti all’esilio. In segno di solidarietà, i diplomatici dell’UE stanno con lei a intermittenza. Maxim Znak, Maryja Kaliesnikava, Siarhei Dyleusky, Liliya Ulasova sono stati arrestati illegalmente. In precedenza, Pavel Latushka e Volha Kavalkova erano stati costretti all’esilio.

La società civile e gli attori coinvolti nelle discussioni sul futuro della Bielorussia, compresi i membri del Consiglio di coordinamento, devono essere protetti da intimidazioni, esilio forzato, arresti arbitrari e violenze. L’UE esorta pertanto le autorità bielorusse a rilasciare immediatamente tutte le persone detenute illegalmente, compresi i prigionieri politici, e ad assicurare che tali atti illegali non continuino / non si ripetano.

L’Unione europea ricorda la necessità di un dialogo nazionale inclusivo con una società più ampia, in particolare il Consiglio di coordinamento, che porti a una soluzione pacifica e che risponda positivamente alle richieste del popolo bielorusso di nuove elezioni democratiche. Le molestie, la violenza e l’esilio forzato dei membri del Consiglio di coordinamento e di altri rappresentanti della società civile sono in contrasto con questo obiettivo. L’impressionante impegno del popolo bielorusso per un futuro democratico e il persistente appello al rispetto dei loro diritti fondamentali meritano una risposta diversa.

L’UE ribadisce la sua determinazione a imporre sanzioni ai soggetti responsabili della violenza, della repressione delle proteste pacifiche e della falsificazione dei risultati elettorali ed è pronta ad adottare ulteriori misure restrittive se necessario.

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