Meloni: La maschera dell’ipocrisia

Ci sono tanti personaggi inutili nel panorama politico, ma, a mio parere, nessuno è meno utile di Giorgia Meloni.

Ad oggi, non si sa cosa l’abbia spinta ad entrare in politica, forse l’esibizionismo o forse la sicurezza di un buon impiego; chi lo sa?! Fatto sta che la Meloni, bravissima nella propaganda, non sa proprio incarnare la figura del politico: fermo deciso e con una visione concreta del futuro.

La sua politica a banderuola, senza rotta, è fatta di propaganda senza un briciolo di contenuti. E’ un personaggio che si crogiola tra televisione e social attaccando i suoi avversari politici come meglio crede tralasciando quasi sempre educazione e correttezza.

Inoltre, nella sua lunga carriera fatta del nulla, si è intestata battaglie inutili: Museo Egizio e Amazon le più celebri. Non prende mai posizioni sui fatti incerti, ossia quando l’opinione pubblica è ancora indecisa; ed è sempre pronta a ritrattare quando si assiste alla debacle della sua triste campagna fatta di odio e di tantissima chiusura mentale.

L’ultimo esempio a conferma di quanto detto è la vicenda di Napoli, dove una ragazza è morta cercando di fuggire dal fratello che la inseguiva perché si era innamorata di una transessuale, è stata commentata da Giorgia Meloni intimando allo Stato di intervenire per scongiurare altri crimini di questo tipo.

Una persona che voterà no alla legge contro la omotransfobia, come può affermare una cosa del genere?

Pensa realmente che la gente sia così stupida da prendere per vere le parole che dice?! E’ più che ovvio che la sua sia una mossa propagandistica per cogliere al balzo il caso del momento e renderlo a proprio vantaggio.

Loro che impongono restrizioni per quanto riguarda le coppie “di fatto”, limitando una libertà, solo perché si arrogano l’idea di essere dei crociati difensori della famiglia tradizionale; loro che ridono quando si scrive “genitore 1” e “genitore 2” come fosse una boutade lessicale; loro che “il gay pride? Che bisogno c’è di ostentare?” che sono alla stregua di quelli che “ho tanti amici gay, però nostro Signore ha creato uomo e donna”.

E sempre loro, sponsor di una politica che persegue, titilla, veicola una cultura machista, retrograda, intollerante, e che fa distinzione di etnia e genere non appena se ne ha l’occasione, mi chiedo, come possono parlare in occasioni come: la vicenda di Maria o del povero Willy; come possono millantarsi paladini dei diritti se loro sono i primi repressori.

Se fossero fermi nei loro principi dovrebbero dire che il povero Willy era uno spacciatore e che il rapporto di Maria Paola fosse un rapporto sbagliato, proprio come sosteneva il fratello.

Ma purtroppo no, i loro ideali si vendono per acquisire più notorietà, quindi consenso, e, con un grosso carico di ipocrisia, si avventurano in strade tortuose purché se ne parli, come se il privilegio del silenzio non possa essere sfruttato in queste occasioni.

E per quanto riguarda il Referendum? Non coglie l’occasione di smentirsi ed esordisce così: “Addirittura mi pare che stia prendendo piede il ’No’ al referendum, che sarebbe una cosa incredibile. Io sono per il ’Si, abbiamo sostenuto la legge e penso che il 99% degli italiani, sulla carta, sia favorevole al taglio dei parlamentari. Però l’idea che magari la vittoria del ’No’ possa creare un sommovimento nel governo, rischia di avere la meglio”.

La teoria partorita è tanto insensata quanto boriosa, nessuno sarebbe così stupido da non sfruttare un Referendum che metta mano alla Costituzione solo per mandare a casa il governo, senza alcuna certezza tra l’altro, buttando alle ortiche la possibilità di esprimere una propria volontà.

Pensa realmente di avere così tanto ascendente? Povera Giorgia, la megalomania e l’arroganza le hanno offuscato ancor più quella sua visione distorta.

O forse, la realtà è che, la furbissima Giorgia Meloni, con il suo parlare, quasi insensato, si è messa in una posizione di vittoria sia che vinca il ’Si’ sia che vinca il ’No’.

Di sicuro, la sua, si tratta di una politica protezionistica, chiusa di mente, retrograda, senza visione del futuro che trova nei suoi paraocchi la fine di ogni civiltà.

Si perché ciò che ha reso sempre grande l’essere umano è la curiosità e la grande voglia di sperimentare andando sempre oltre i propri limiti, tutto il contrario dei governi nazionalisti insomma.

Ognuno nella nostra grande terra deve essere libero di aderire o professare il proprio senza che si faccia caso alle piccole differenze quali: mentalità (usi e costumi), colore della pelle e di genere.

Più o meno tutto il contrario della politica da squadrista del partito di Giorgia che proprio ieri, il quotidiano di Manchester “The Guardian”, lo ha definito come un movimento Neo Fascista.

Ma dite al quotidiano di Manchester di non preoccuparsi per eventuali ripercussioni, si è vero, per molti il termine fascista è un offesa ma non per i “Melonians”, alcuni di loro lo prenderanno come un complimento.

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