Febbre misurata a scuola, il Tar da ragione al Piemonte

Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva d’urgenza, richiesta dai ministri Azzolina e Speranza, della delibera con cui Alberto Cirio, governatore del Piemonte, impone alle scuole piemontesi di verificare la temperatura degli studenti all’inizio delle lezioni.

In Piemonte le scuole continuano a misurare la febbre agli studenti, almeno fino al 14 di ottobre, quando la causa sarà discussa in Camera di Consiglio.

La decisione del Tar si basa sul fatto che l’ordinanza della Regione Piemonte non sovverte quanto stabilito dallo Stato. Il provvedimento di Cirio, ahimé, è il più efficace. Non si può dare una responsabilità così grossa ad un privato cittadino. Il lockdown di quasi tre mesi non hanno insegnato poi così tanto al governo.

Se c’è una cosa che il virus ha dimostrato è che non ci si può fidare dell’altruismo italiano, sono poche le persone che misureranno la febbre con rigore ai propri figli prima di mandarli a scuola.

Riuscite ad immaginarvi un negazionista o un “No Vax” che misura la febbre al figlio, tutti i giorni, prima di mandarlo a scuola? Pensate davvero che tutti i genitori, facendo fronte alla routine quotidiana, trovino il tempo per far misurare meticolosamente la febbre ai propri figli?

Stanno affidando la salute pubblica in mano agli italiani, come se fossimo tutti onesti, bravi e corretti. “Grazie per cotanta fiducia Azzolina e Speranza questa si che è la strada giusta per incorrere in nuovi lockdown!”.

Ma, l’ipocrisia più grande si evince in questo comportamento, il governo giallorosso ha suggerito più volte all’opposizione di dare consigli e di lavorare per il benessere pubblico, ora capisco accantonare le idee alla “Cetto” di Salvini e Meloni, ma una buona idea va accolta e diffusa e non va ostacolata come se fosse un torto subito.

Questa demarcazione del potere fatta a stabilire il territorio di competenza è una pratica stupida e infantile. Tutti sono pagati dal pubblico e, proprio tutti, sono chiamati a risolvere i problemi, non importa chi, non importa l’origine, la classe sociale o altro, la politica odierna ha bisogno di buone idee e di collaborazione tra le parti; invece, ogni volta, assistiamo a questo ridicolo teatrino che mette tutti in competizione come se ci fosse una gara atta alla ricerca del più dotato.

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