Caso Ream: La sindaca Appendino condannata a 6 mesi di reclusione

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, si è presentata stamane, poco dopo le 9.30 al Palagiustizia di Torino per presenziare all’udienza che la vede come imputata nel caso Ream.

Nel 2012 la partecipata di Fondazione Crt (Ream) acquisì il diritto di prelazione sulla zona dove forse sorgerà il nuovo centro congressi di Torino. Per ottenere questa priorità versò alla Città una caparra di 5 milioni. A fine 2013 il Comune aggiudicò però ad Amteco-Maiora il progetto, operazione conclusa alla fine del 2017. In quel frangente Palazzo Civico ha incassato una parte dei 19,7 milioni offerti dai privati e, di conseguenza, avrebbe dovuto “decurtare” i 5 da restituire a Ream. Nulla di tutto ciò sarebbe avvenuto secondo i magistrati Enrica Gabetta e Marco Gianoglio. E il presunto abuso d’ufficio si sarebbe concretizzato in un vantaggio politico che la sindaca avrebbe ottenuto da quell’operazione. La procura ha chiesto la condanna di Appendino a un anno e due mesi. Per i legali della prima cittadina – che risponde dei presunti reati insieme al suo assessore a Bilancio Sergio Rolando e al direttore del settore Finanze Paolo Lubbia e l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana – se errore c’è stato nel calcolo di bilancio questo risalirebbe al 2012 e cioè all’epoca della giunta Fassino.

Chiara Appendino non si arrende, e dice: “Come previsto dal codice etico mi autosospenderó dal M5S ma continuerò a essere sindaco di Torino. Ho sempre agito nell’interesse dell’ente. Se mi ricandiderò? Non è il momento di parlarne”.

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