Governo: rotta verso la proroga dello stato d’emergenza

Oramai sempre più sicuro della propria postazione, grazie al risultato delle regionali, il governo sta valutando la prossima mossa che potrebbe prevedere una proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio.

Una proroga al momento scontata visto l’andamento del virus; proroga, che consentirebbe al governo di spostare la data del 15 ottobre come termine ultimo dello stato d’emergenza.

Si sta temporeggiando, ma pare che il governo si stia organizzando per richiederlo ufficialmente la prossima settimana; poi la richiesta passerà dal vaglio dei parlamentari.

L’attuale situazione presenta un modus operandi molto più celere e interventista dell’esecutivo sui problemi e, per ragioni plausibili e per numerosi aspetti della pandemia, il governo richiede l’emanazione dei Dpcm (i decreti dell’esecutivo) in deroga per non rallentare sulle decisioni immediate e importanti, anche se questo significa trascurare la democrazia.

Lo stato di emergenza ha consentito a dipendenti pubblici e privati di ricorrere allo smart working. Infatti, la scelta di far lavorare i dipendenti da casa si è resa obbligatoria nel momento di massima criticità della pandemia per limitare i contatti tra le persone, garantire il distanziamento sociale e limitare i contagi da Covid-19. Questa strategia era stata ribadita anche nella relazione finale della commissione Colao e dai protocolli dell’Inail per la sicurezza.

Durante lo stato d’emergenza, non cesserà il monitoraggio settimanale effettuato dal ministero della Salute sulla base dei dati forniti dalle Regioni. Il monitoraggio, reso noto di norma ogni venerdì, consente di monitorare la situazione dell’epidemia in Italia sulla base di 21 indicatori; calcola l’indice di trasmissione del coronavirus — l’Rt — sulla base del numero dei nuovi contagi; e analizza la tenuta delle strutture sanitarie e in modo particolare i posti liberi nei reparti Covid e quelli delle terapie intensive. Il monitoraggio consente anche di gestire i focolai e di modulare le aperture e le chiusure di alcune aree del Paese. E serve a prendere misure particolari in quelle zone, prime fra tutte quelle della movida, dove più alto è il rischio che si possa avere un aumento dei casi positivi.

Lo stato d’emergenza consente anche di prendere provvedimenti in grado di restringere l’ingresso nel Paese da parte di cittadini di altri Stati.

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