Dichiarazioni shock dell’ex senatrice Maraventano: “La mafia non ha più la sensibilità e il coraggio di prima”

Parole che lasciano di stucco quelle dette a Catania nella manifestazione pro Salvini da Angela Maraventano. L’ex senatrice leghista di Lampedusa, non si è limitata ad accusare il governo di essere “complice” dei trafficanti di uomini, ma, ha espresso un’idea terribile che ha provocato indignazione e sconcerto quando ha affermato sulla criminalità organizzata “che non ha più quella sensibilità e quel coraggio che aveva prima”.

Un frasario che mostra una preoccupante ignoranza, non sappiamo sino a che punto dolosa e colposa, sul fenomeno mafioso che ha funestato la Sicilia e l’Italia. Non solo, quindi, la professione di fede politica legittima e ammissibile di professione “Io con Salvini” dell’ex parlamentare leghista Angela Maraventano, che si è esercita in una filippica contro l’esercito Conte definito il “governo abusivo” che non impedisce “l’invasione del Paese”, e, quindi, di essere “complice di chi traffica carne umana”.

Queste sopra dette sono critiche dure e, comunque, politiche ma quel che non si può tollerare è la considerazione in cui ha inneggiato alla “nostra mafia che ormai non ha più quella sensibilità e quel coraggio che aveva prima.

Dove sono? – afferma Angela Maraventano – non esiste più. Perché noi la stiamo completamente eliminando… Perché nessuno ha più il coraggio di difendere il proprio territorio”.

La solita vecchia storia della mafia che difende il territorio e della buona che dimostra una manipolazione e una mistificazione di fatti storici accertati anche in sede giudiziale. La mafia non è stata mai un fenomeno buono che ha difeso i siciliani e il territorio, anzi, ha sfruttato con l’intimidazione e la violenza le imprese, esercitando un controllo su tutte le attività illecite, arricchendosi sulle spalle dei siciliani e dominando la vita civile.

Non è mai esistita questa presunta mafia buona neanche alle origini. Sono stati solo i mafiosi a propagandare una narrazione della “mafia buona” e che, invece, quarta anzidetta diceria serviva per il perpetuarsi del crimine organizzato e ottenere un consenso popolare. Poi anche la falsità della mafia che non uccide i bambini e le donne, della mafia che non si occupava del traffico di droga.

Quando fu ammazzato il sindacalista Placido Rizzoto dalla mafia corleonese per evitare che parlasse il capo mafia medico fece un’iniezione velenosa al pastorello che aveva assistito alla barbara esecuzione. Cito solo questo esempio per dire alla signora Maraventano di studiare bene e di non ripetere come un disco rotto vecchie bugie.

Faccia solo cassa di risonanza del salvinismo e urli i soliti slogan sovranisti, nessuno in democrazia potrà impedire la libera manifestazione del pensiero. Eviti, però, di ripetere sciocchezze umilianti che offendono i siciliani che hanno perso la vita nella lotta alla mafia.

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